mercoledì, 21 novembre 2007 ~ 17:43
Leggere Princess Princess con la Caramell Dansen di sottofondo è una delle cose più distruttive che esistano. Davvero, il cervello ti va in pappetta.
. . .
Oh beh, mica ne ho bisogno ioh °C°;;;
categorie:
cazzate,
wtf
commenti (3) ~Oushi
venerdì, 16 novembre 2007 ~ 18:54

E il supplizio dei denti è quasi finito, la prima parte almeno. Ci vediamo il 7 dicembre per gli altri due, arrivederci eh, statemi bene. Intanto continuo a nutrirmi di puré di similpatate e minestrine in brodo. E formaggini. Ci tengo a sottolineare che mangio formaggini, dato che il primo impatto con il mondo esterno di questa informazione ha scatenato tali e tanti genuini scoppi di ilarità. Come se fosse strano mangiare formaggini, che in realtà
lo è, ma io non ho voglia ora di stare a polemizzarci su. Parlavo di malattie. Altro argomento particolarmente piacevole. D'altro canto mica posso pretendere di sparare solo cazzate nella mia vita, sono un essere umano anch'io infondo, non un sasso, il mio cervello non ha ancora raggiunto un livello tale di immobilità da tramutarsi in fossile é_è
Auguro a tutti voi di non avere
mai casini con i denti del giudizio, proprio dal profondo del cuore, mai mai mai. O almeno di cominciare ad averli un po' più tardi di me, molto più tardi di me, perché perdere quattro denti a sedici anni non è che sia tanto bello. In pratica non è che mi cambi molto, ma pensandoci su non è che sia una cosa che va tanto bene. Giusto perché ce ne sono tante di cose che vanno
bene.
In realtà non volevo parlare di me nel post, ma ho così tante cose da dire che mi capiterà per forza di toccare questo spiacevole argomento: volevo semplicemente augurare, anche se piuttosto in ritardo mi rendo conto, auguri a mia cugina, che ha subito un difficile intervento ad un orecchio che la porterà a rimanere mezza sorda per nonsoquantotempo. E io che mi lamento per un dolore che è, dopo tutto, inesistente. Almeno paragonato al suo. Mica parlo di dolore fisico, ovvio. Ma il pensiero di rimanere senza un orecchio per nonsoquantotempo è una cosa che non va tanto bene quanto quella di rimanere senza quattro denti.
Vedrai che passerà presto, siamo due povere sfigate, saremo fortunate in amore.
Ultimamente mi capita di scrivere. Fanfic varie, perché cose più complicate non sono in grado di farle. È una strana sensazione, quella che mi porto in petto. Come un palloncino che si gonfia e si gonfia, continua a gonfiarsi, infischiandone sonoramente del fatto che un palloncino normale un certo volume non dovrebbe essere in grado di raggiungerlo. Il palloncino è pieno di qualcosa, non so, un liquido. Un liquido nero, ce ne sono tanto di liquidi neri, ma io ho paura che questo sia proprio inchiostro. Inchiostro che non aspetta altro che liberarsi dalla pellicola di plastica cocciuta del palloncino, che continua a dilatarsi e dilatarsi e dilatarsi. Aspetta che scoppi. Scoppierà prima o poi questo dannato affare, uno non può ignorare beatamente le leggi della fisica per così tanto, prima o poi si dovrà rendere conto di quello che sta facendo e dire ma io dovevo già essere scoppiato da un pezzo, e scoppiare. Lo farà perché non ha altre possibilità, è triste ma è la sua vita. E quando lo farà, quando lo farà sarà un' acquazzone di liquido nero, che forse è inchistro, e saranno macchie confuse e schizzi. Caos. Ma anche caos ordinato. Potrebbe essere caos ordinato. Le macchie potrebbero disporsi con una certa logica, comporre parole, comporre frasi, fino a comporre quelcosa di
bello. Qualcosa che sarebbe l'unione di un getto folle e incontrollato e di un abitudine lavorata nel tempo, che ormai ha reso abbastanza abili nel piallare, levigare, cesellare parole.
Chissà quando cederà la plastica. Lo deciderà lei, dato che ogni pressione esterna è inutile: perché glielo puoi dire quanto vuoi che deve piantarla di essere così testarda e di rompersi, glielo puoi anche gridare se lo vuoi, ma non serve a nulla. Puoi anche passare alle maniere forti, prendere una penna e cominciare a violentare la sua membrana tesa, tracciandovi parole più o meno confuse, ma più di tanto lontano non ci si può spingere, dieci righe, docidi al massimo, non di più. Aspetti, punto. Quando vorrà lei esploderà, e allora ogni singolo organo si tingerà di quel misterioso liquido nero, e non se ne ripulirà più. Intanto aspetto, pazientemente, come sempre. La pazienza è la virtù dei forti dicono, e dicono bene.
P.S: Lilin ti prego perdonami, al momento ho pronti due template su Light ma graficamente mi fanno schifo e il tempo che ho da dedicare loro è troppo poco >_<
categorie:
sproloqui personali
commenti (2) ~Oushi